«Il porta a porta essenziale per il nuovo impianto Net e per ridurre la bolletta»

la raccolta dei rifiuti
Cristian Rigo«Il nuovo impianto della Net non c'entra nulla con la raccolta differenziata: la sua realizzazione aiuterà il riciclo dell'umido e, solo in minima parte, inciderà sull'indifferenziato. Nulla cambia sulla necessità di ridurre al minimo questo genere di rifiuti che, per quanto virtuosi possano essere i cittadini, non potrà mai essere azzerato». A chiarirlo è Giovanni Govetto, presidente della commissione Territorio e ambiente che chiarisce anche gli obiettivi del Comune: «Come amministrazione vogliamo fare in modo che le tasse dei rifiuti di Udine rimangano tra le più basse d'Italia. Oggi siamo secondi dietro a Belluno. Per rimanere a questo livello è necessario ridurre al massimo i rifiuti indifferenziati il cui costo di conferimento in discarica dell'indifferenziato a tonnellata è aumentato dal 60% all'80% - a seconda delle discariche - tra il 2013 e il 2018!». Ecco perché Govetto difende a spada tratta l'introduzione del porta a porta di cui - assicura - ci sarà ancora più bisogno con il "digestore anaerobico".«Anche il Comune di Pordenone, che è uno dei più virtuosi a livello nazionale con percentuali di differenziata vicine all'85%, nel 2020 passerà alla racolta differenziata porta a porta. È una polemica inutile quella che ruota attorno all'introduzione della raccolta porta a porta a Udine. È inutile perche in pochi anni la nostra città è stata superata da molti: nell'ultimo rapporto di Legambiente e del Sole24 ore sulle "performance ambientali delle città" Udine si trova nella fascia delle città sufficienti (assieme a Nuoro, Pesaro, Reggio Emilia) cioè tra coloro che differenziano tra il 60 e il 70%. Pordenone è in prima fascia, assieme a treviso Mantova e Trento. Fino a pochi anni fa eravamo considerati virtuosi. Non evolvere il sistema di raccolta dei rifiuti ci ha fatto arretrare». Govetto non ne fa solo una questione ambientale ma anche economica: «Tutte le principali città si danno da fare per ridurre l'indifferenziata perché è chiaro a tutti che non migliorare significa aumentare i costi della Tari. Trapani è stata ferma: la Tari è aumentata del 49,1% (da 383 a 571 euro); Lecce è stata ferma, la Tari è aumentata del 24,1%, anche Udine in questi ultimi due anni è stata ferma: la Tari è aumentata del 4%. L'unico modo per abbattere i costi è ridurre l'indifferenziata e aumentare la qualità della differenziata. L'aumento del 4% della Tari non è derivato dalla mancata crescita della differenziata e del suo livello di purezza. L'aumento non dipende da Fontanini ma dalla precedente amministrazione che ha valutato di non introdurre la raccolta porta a porta. Quanto aumenteranno ancora i costi da qui a cinque anni? Quanto riusciremo a migliorare le nostre performance e le nostre percentuali di differenziata? La sfida - conclude - è che i miglioramenti nella raccolta superino gli aumenti di costo di conferimento e che anche tra tre, quattro, cinque anni, la Tari di Udine sia tra le più basse d'Italia». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 27/06/2019
Pagina 25, Edizione Udine