La Net fa il record di fatturato e "recupera" il 90% dei rifiuti

L'impianto di San Giorgio riesce a sfruttare l'indifferenziato Ma l'obiettivo resta quello di migliorare ancora la raccolta
Cristian RigoVola il fatturato della Net. La più grande azienda pubblica di trattamento e raccolta dei rifiuti (opera in 86 comuni servendo 350 mila utenti) ha raggiunto un valore della produzione di 32,6 milioni di euro, un record, ma gli utili del bilancio 2018 si sono fermati a 274 mila euro.Il dato più eclatante è però quello relativo alla differenziazione e al recupero dei rifiuti che lo scorso anno ha raggiunto il 90% grazie all'impianto di San Giorgio di Nogaro. In provincia di Udine i rifiuti indifferenziati sono passati da 127 mila tonnellate nel 2009 a 79 mila nel 2017. Un bel salto in avanti che ha consentito di sfiorare il 70% di raccolta differenziata, sempre a livello provinciale. Ma il restante 30% non finisce direttamente in discarica. «L'impianto di San Giorgio di Nogaro - sottolinea il direttore generale di Net, Massimo Fuccaro -, trattando meccanicamente il rifiuto indifferenziato, ne avvia a recupero di materia ed energia circa il 73%. Questo è un elemento fondamentale e ci permette di ragionare in maniera innovativa rispetto al passato e soprattutto in piena ottica comunitaria di "economia circolare": possiamo affermare che Net, mediante i suoi processi di raccolta e trattamento, attesta una percentuale di differenziazione e recupero dei rifiuti solidi urbani (Drrsu) al 90%». Ecco quindi che alla fine del percorso viene "scartato" solo il 10% dei rifiuti trattati da Net che nel 2018 sono stati 245 mila tonnellate. Ma per tenere bassi i costi della bolletta (per Cittadinanzanzattiva in Italia nel 2018 solo a Belluno si pagava meno rispetto a Udine, 153 contro 160 euro per una famiglia di 3 persone che vivono in un appartamento di 100 metri quadrati) sarà indispensabile aumentare ancora la percentuale di differenziata e soprattutto, precisa Fuccaro, «la qualità dei conferimenti».«Nel settore dei rifiuti è comunque in atto un profondo cambiamento a livello globale che certo non può essere ignorato - dice Fuccaro - un importante dato di rilievo riguarda l'export dei rifiuti fuori dall'UE. Sotto questo profilo se fino allo scorso anno l'esportazione verso la Cina dei cascami di plastica arrivava fino al 42%, con la chiusura del mercato asiatico, nell'aprile del 2018, si è passati al solo 8%; La conseguenza di tale nuovo assetto è che inevitabilmente il costo di conferimento dei rifiuti cresce con intuibili impatti negativi anche in termini di tariffa che, peraltro, con notevole sforzo la società è riuscita a mantenere inalterata per l'anno 2018 (per il 2019 invece a Udine c'è stato un aumento medio del 4%, ndr). Infatti, a livello regionale, analizzando i costi di smaltimento e recupero in impianti terzi del rifiuto indifferenziato si evidenzia un trend in costante e fortissimo aumento: dal 2013 al 2018 i costi sono aumentati fino ad oltre l'80%. Tuttavia, a conferma dell'elevato know-how aziendale raggiunto, anche nel 2018 l'azione di Net si è confermata tra quelle più virtuose nel panorama nazionale: dalle analisi industriali effettuate dal centro studi Net si evince che il costo medio ponderato di raccolta e trattamento del rifiuto solido urbano applicato da Net ai comuni soci, pari a 0,199 euro al chilo, risulta del 45% inferiore rispetto alla quello medio nazionale che si attesta a 0,362 euro al chilo sulla base di quanto riportato nel rapporto Ispra 2018». Tornando ai numeri, il fatturato record, tolti i costi di produzione di 25,2 milioni, ha consentito di ottenere un valore aggiunto di 7,3 milioni e, tenendo conto dei costi del personale (la Net ha 107 dipendenti), un margine operativo lordo di 1,7 milioni che ha portato a un utile di 274 mila euro. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 18/05/2019
Pagina 21, Edizione Udine