Porta a porta in tutta la città ecco il piano: si parte a ottobre

La giunta ha rinviato l'approvazione alla prossima settimana L'assessore Olivotto: benefici per l'ambiente e risparmi
Cristian RigoSlitta l'approvazione della delibera per l'introduzione del porta a porta in tutta la città. La giunta intende approfondire ancora qualche dettaglio prima di dare il via libera definitivo. Ma il cronoprogramma non cambia: si partirà a ottobre con le circoscrizioni 4 ottobre (Udine sud), 5 (Cussignacco) e 6 (San Paolo Sant'Osvaldo); a dicembre toccherà alla 2 (Rizzi, San Domenico, Cormor, San Rocco), a febbraio alla 7 (Chiavris, Paderno), in aprile alla 3 (Laipacco, San Gottardo) e a giugno le zone ancora escluse della 1, Udine Centro.Il piano della Net sarà discusso la prossima settimana, «ma - assicura l'assessore all'Ambiente, Silvana Olivotto - non ci sono dubbi sul fatto che entro il 2020 la differenziata spinta sarà estesa in tutte le circoscrizioni. Si è trattato solo di un rinvio "tecnico" - spiega - perché vogliamo mettere a punto qualche particolare come per esempio il colore dei cassonetti e la raccolta "a chiamata" del verde. Per quanto riguarda il colore l'idea è quella di uniformarli a quelli già utilizzati anche negli altri comuni quindi giallo per la carta, blu per la plastica, marrone per l'organico. Per il verde invece, valuteremo se riproporre un servizio che Net fa già in altri comune come per esempio a Tavagnacco, dove i residenti raccolgono il verde e poi si accordano con l'azienda che lo viene a prendere direttamente a casa».Un servizio aggiuntivo che ovviamente inciderà sui costi così come il numero di passaggi, anche quello ancora oggetto di discussione. «Di sicuro però possiamo già dire che non ci saranno costi in più per i cittadini, anzi a lungo andare la prospettiva è quella di far diminuire anche le bollette», precisa Olivotto.L'obiettivo del Comune è duplice: aumentare la percentuale di raccolta differenziata e ridurre i costi. Dall'attuale 67% si punta a raggiungere il 75-80%. «In questo modo - dice Olivotto - ridurremo in modo significativo la quantità di rifiuti da conferire in discarica». E visto che le discariche sono in esaurimento, con conseguente incremento dei costi di conferimento, è chiaro che ci sarà anche un vantaggio economico. «Ma il principale vantaggio sarà ambientale - sottolinea Olivotto -. È l'ambiente che ci chiede di intervenire come ci ricordano giustamente i tanti giovani che sono scesi in piazza. Ed è nostra intenzione dare risposte a queste istanze come è scritto anche nel programma del sindaco Pietro Fontanini».Net e Comune sono convinti di poter mantenere le tariffe tra le più basse in Italia nonostante l'investimento iniziale di circa 5 milioni che sarà comunque spalmato nell'arco di 10 anni. Saranno eliminati i circa 20 mila cassonetti stradali presenti oggi e al loro posto verranno distribuiti dei bidoncini domiciliari. Ma la Net sta pensando anche ai cassonetti di prossimità per i condomini e a isole ecologiche intelligenti. «Non replicheremo un sistema di raccolta domiciliare base o standard, ma ne stiamo elaborando uno fatto su misura per la città - ha illustrato il direttore generale di Net, Massimo Fuccaro che lunedì prossimo sarà in giunta per illustrare il progetto -, un'evoluzione e ampliamento dello storico sistema di raccolta già attivo da 20 anni nel centro cittadino, un progetto che guarda al futuro che punta a fare di Udine un'avanguardia dal punto di vista ambientale». La sfida sarà quella di aumentare la differenziata senza creare disagi e mantenendo basse le bollette. L'aumento dei costi di raccolta sarà di fatto compensato dalla riduzione del costo del trattamento dei rifiuti, che in base alle prima stime dovrebbe scendere dai 5 milioni e 721 del 2018 a 3 milioni e 840 mila euro. La partenza, come detto, è fissata a ottobre. «Quella è l'ipotesi di cronoprogramma, ma voglio però tranquillizzare tutte le persone preoccupate dall'introduzione del nuovo sistema di raccolta. Nel contratto tra Net e Comune è infatti previsto che in qualsiasi momento si possano modificare le modalità dei singoli servizi o determinare una loro implementazione. Questo perché laddove si dovessero verificare dei disagi, avremo l'opportunità di intervenire con tempismo per risolverli. Non si tratta insomma di un progetto calato dall'alto e nel caso in cui ci sarà l'opportunità di migliorare lo faremo». --

Messaggero Veneto del 30/04/2019
Pagina 17, Edizione Udine