Nel piano della Net anche 30 assunzioni per il porta a porta

Il sindaco: ricadute occupazionali e risparmi per i cittadini fino a 333 mila euro Fuccaro: non replicheremo modelli standard, elaboreremo uno a misura di città
Cristian RigoNel piano della Net per estendere il porta a porta in tutta la città sono previste anche una trentina di assunzioni che porterebbero la municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento di rifiuti ad avvicinarsi a quota 150 dipendenti. E aumenterebbero anche i servizi che la società esternalizza affidandosi prevalentemente a cooperative.Nel primo studio di fattibilità messo a punto dal direttore generale della Net, Massimo Fuccaro, si ipotizza un aumento dei costi della raccolta e del trasporto da 5 milioni e 359 mila euro a 7 milioni e 300 mila. Perché più raccolta significa inevitabilmente più costi, ma anche più lavoro.Lavoro che - ha assicurato il sindaco Pietro Fontanini - «sarà garantito con il massimo rispetto del quadro normativo delle attività usuranti inoltre aumentando al differenziata tuteleremo l'ambiente e ridurremo i costi fino a 333 mila euro». Come dire insomma che l'attenzione di Comune e Net è massima, anche nei confronti dei lavoratori. L'allarme del sindacato Fiadal, che conta una quindicina di iscritti, secondo il quale l'estensione del porta a porta è «costoso e pericoloso» viene quindi considerato fuori luogo. Come del resto le critiche del Pd, preoccupato dai possibili disagi per i cittadini.La Net intende infatti mette a punto un sistema «che - spiega Fuccaro - terrà conto di tutte le opportunità anche tecnologiche oggi disponibili e di tutti gli anni di esperienza accumulati». Non ci si limiterà insomma a eliminare i circa 20 mila cassonetti stradali presenti oggi sostituendoli con i bidoncini domiciliari. La Net sta pensando anche ai cassonetti di prossimità per i condomini e a isole ecologiche intelligenti. «Non replicheremo un sistema di raccolta domiciliare base o standard, ma ne stiamo elaborando uno fatto su misura per la città - assicura -, un'evoluzione e ampliamento dello storico sistema di raccolta già attivo da 20 anni nel centro cittadino, un progetto che guarda al futuro che punta a fare di Udine un'avanguardia dal punto di vista ambientale». La sfida sarà quella di aumentare la differenziata senza creare disagi e mantenendo basse le bollette.L'aumento dei costi di raccolta sarà di fatto compensato dalla riduzione del costo del trattamento dei rifiuti, che in base alle prima stime dovrebbe scendere dai 5 milioni e 721 del 2018 a 3 milioni e 840 mila euro. Alla fine il nuovo sistema dovrebbe portare a un risparmio di 64 mila euro («ma le ultime ipotesi prevedono risparmi fino a 333 mila euro», sottolinea Fontanini) senza però tenere conto dell'investimento iniziale di circa 5 milioni che sarà spalmato in dieci anni. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 23/03/2019
Pagina 25, Edizione Gorizia