Spesa da circa 5 milioni per il porta a porta Si parte a settembre

La Net ha fatto una stima degli investimenti necessari al nuovo sistema di raccolta Fontanini: avremo immediati benefici ambientali e in futuro anche economici
Cristian RigoI cassonetti dei rifiuti sono destinati a scomparire dalle strade di Udine. Lo ha ribadito ieri in commissione Territorio e ambiente, il sindaco Pietro Fontanini che ha illustrato le motivazioni alla base di una scelta che sta facendo discutere e che ha scatenato le proteste dell'opposizione: «Il porta a porta - ha detto il primo cittadino - ci consentirà di avere immediati benefici ambientali aumentando la percentuale di raccolta differenziata e di conseguenza in futuro ci saranno anche dei benefici economici».Nell'immediato invece non sono esclusi dei rincari dopo quello del 4% già deciso per quest'anno sulla bolletta della Tari perché la Net, che gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti in città, per estendere il porta a porta dovrà far fronte a un investimento di circa 5 milioni di euro. Una spesa che ovviamente andrà "spalmata" negli anni (l'ammortamento di alcuni mezzi per esempio potrebbe anche essere ventennale) e di cui al momento non è stato calcolato il possibile impatto in bolletta che però sarà inevitabile tenendo conto che il costo annuo del servizio è di 11,4 milioni di euro. «Inoltre - ha spiegato ieri il direttore generale della Net, Massimo Fuccaro - bisogna considerare che a Udine oggi ci sono circa 20 mila cassonetti stradali il cui costo può variare dai 70 ai 350 euro e buona parte andrebbero sostituiti». Per cambiare i cassonetti mantenendo l'attuale sistema di raccolta potrebbero quindi servire circa 3 milioni. Il che significa che l'investimento in più per passare al porta a porta sarebbe di "soli" due milioni. Il programma della Net prevede di avviare le prime sperimentazioni a settembre nei quartieri di Sant'Osvaldo, San Paolo, Cussignacco e Udine sud, nel secondo step il nuovo sistema sarà esteso ai Rizzi, San Domenico, Côrmor e San Rocco, poi a Chiavris Paderno, a Laipacco e San Gottardo e infine alle zone del centro che ancora non adottano il porta a porta utilizzato già da circa 20 mila famiglie nel cuore della città. Nei piani del Comune entro il 2020 la raccolta domiciliare sarà estesa in tutta la città. «Il passaggio sarà lento e graduale - ha assicurato Fontanini - faremo prima una campagna informativa e diversi incontri pubblici inoltre i cittadini riceveranno tutte le istruzioni con una lettera a casa. Gli udinesi non si devono preoccupare, verrà trovata una soluzione per tutte le necessità come accade in molte altre città anche di grandi dimensioni come Milano. Noi siamo stati a vedere come funziona la raccolta a Treviso che punta a superare il 90% di differenziata». L'obiettivo per il capoluogo friulano è di arrivare all'80% mantenendo bassi i costi.Va precisato che la Net spa, che opera in 86 comuni garantendo il servizio a 350 mila persone, è un modello virtuoso soprattutto per quanto riguarda i costi. Negli ultimi sei anni, Udine è sempre stata sul podio dei capoluoghi di provincia italiani con le tariffe rifiuti più basse. Rilevando un costo medio di 160 euro, l'osservatorio Prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha confermato la seconda posizione nazionale (alle spalle di Belluno) anche per il 2018 mentre per quello che riguarda la percentuale di raccolta differenziata con il 67,4%, Udine è all'ottavo posto nazionale tra i comuni con più di 95mila abitanti.Lo studio di fattibilità della Net ipotizza un aumento dei costi della raccolta e del trasporto da 5 milioni e 359 mila euro a 7 milioni e 300 mila che sarà di fatto compensato dalla riduzione del costo del trattamento dei rifiuti, che dovrebbe scendere dai 5 milioni e 721 del 2018 a 3 milioni e 840 mila euro. Alla fine tenendo in considerazione anche i costi per gestire la raccolta in occasioni delle manifestazioni, come per esempio Friuli Doc, il nuovo sistema dovrebbe portare a un risparmio di 64 mila euro senza tenere conto dell'investimento iniziale. «Ma - ha aggiunto Fuccaro - la cifra è destinata ad aumentare se il costo dei conferimenti (che è stato la principale causa dell'aumento medio del 4% della Tari decisa dal Comune, ndr) continuerà a crescere come negli ultimi anni: basti pensare che quest'anno il costo dello smaltimento di una tonnellata di scarti è di 173 euro che erano 154 nel 2018, 135 nel 2017 e circa 120 negli anni precedenti». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 01/03/2019
Pagina 22, Edizione Udine