Rifiuti abbandonati: ditta pagherà 3 mila euro

Era stato gettato cartongesso nei cassonetti in via Campoformido. E ieri in via Pallanza lasciati un frigo e sedie
Laura PiganiAbbandonare rifiuti dove capita non solo è un gesto incivile e poco rispettoso dell'ambiente, ma viene punito dalla legge. Ne sanno qualcosa il responsabile di una ditta artigiana e il figlio che, dopo aver lasciato una parete di cartongesso (suddivisa in più pezzi) all'interno di alcuni cassonetti di via Campoformido, dovranno pagare una pena pecuniaria di 3 mila euro.A tanto, infatti, ammonta il decreto penale di condanna firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine Matteo Carlisi: ai 1.500 euro di ammenda stabiliti per il titolare della ditta ne sono stati conteggiati altrettanti al figlio, che aveva aiutato il padre nel conferimento del rifiuto non pericoloso e comunque in violazione del Regolamento gestione rifiuti urbani. Ai responsabili, assistiti dall'avvocato Piergiorgio Bertoli, è stato contestato, infatti, il reato di gestione illecita di rifiuti effettuata tramite trasporto e smaltimento e la mancanza di iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali. La vicenda risale all'ottobre 2017 e nei giorni scorsi si è chiusa la vicenda con la notifica del decreto penale di condanna che non è stato opposto. L'attività investigativa era stata avviata della polizia locale dell'Uti Friuli Centrale.Gli abbandoni a casaccio di immondizie non sono certo una novità in città, che sempre più spesso si trova a combattere con la maleducazione di alcuni udinesi o anche di chi risiede altrove ma lavora o gravita in città, dove "scarica" i suoi sacchetti. Ieri mattina, per esempio, in via Pallanza sono stati trovati un frigorifero e alcune sedie proprio accanto alla fila di cassonetti per la differenziata. Rifiuti ingombranti che il proprietario avrebbe potuto benissimo portare in discarica ecologica, a poche centinaia di metri da lì. Ma casi fotocopia sono segnalati continuamente in molte altre vie cittadine, in particolare in quelle periferiche.Recuperare dal posto sbagliato e conferire correttamente il rifiuto è un servizio che costa alla Net spa, la ditta che si occupa della gestione dei rifiuti in città, «qualcosa come 40 mila euro l'anno» spiega il presidente Massimo Fuccaro. Ore di lavoro che potrebbero essere utilizzate in maniera maggiormente produttiva. Senza contare la cifra spesa dall'amministrazione comunale per i rifiuti pericolosi, la cui raccolta necessita dell'impiego di determinate aziende, ed eventuali aree da bonificare, perché magari trasformate in discariche a cielo aperto. L'auspicio della Net è che la polizia municipale intervenga con interventi mirati, in particolare dove questo fenomeno si verifica con maggior frequenza. Tra le aree "bersagliate" vi sono, in particolare, via Riccardo Di Giusto, la zona dei Rizzi, quella di Sant'Osvaldo o di via Gorizia e viale Venezia. Tante volte sono proprio i cittadini, riferendo i comportamenti illeciti alla Net o al Comune, a permettere di risalire al responsabile. Per questo l'assessore all'ambiente Silvana Olivotto invita gli udinesi a continuare con le loro segnalazioni. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 09/10/2018
Pagina 25, Edizione Udine