Via i cassonetti porta a porta in tutta la città

Fontanini: potenziare la raccolta differenziata La Net è già al lavoro per modificare il servizio
di Cristian RigoCassonetti addio. Il Comune punta a estendere in tutta la città la raccolta differenziata spinta con l'obiettivo di ridurre i costi di smaltimento e di conseguenza le tariffe della Tari a carico delle famiglie. Ad annunciare la rivoluzione dei rifiuti è stato il sindaco Pietro Fontanini nel corso del consiglio comunale di lunedì sera: «A Udine la differenziata si attesta intorno al 67%, ma ci sono comuni che fanno molto meglio raggiungendo anche l'80% e per questo motivo ho chiesto alla Net di estendere la raccolta spinta in tutta la città. Selezionare a monte i rifiuti ci consentirebbe di chiudere i mega cassonetti eliminando anche il problema dei turisti dei rifiuti». La proposta del sindaco è stata subito condivisa dal direttore generale della Net, Massimo Fuccaro: «Dal punto di vista tecnico condividiamo in pieno l'idea perché la raccolta spinta è l'unico modo per veder crescere la performance in termini di differenziata nel comune di Udine che da alcuni anni si è attestato a una percentuale del 66-67%». Dal 2014 a oggi le variazioni sono state minime e il trend è stato confermato anche nei primi 4 mesi del 2018 quando sono state raccolte 12. 330 tonnellate di differenziata e 6. 208 di indifferenziata. «Col modello attuale che prevede il porta a porta solo in centro purtroppo non si riesce a raggiungere percentuali più alte e quindi è auspicabile introdurre la raccolta spinta nelle periferie anche perché - continua Fuccaro - la rivisitazione in materia di rifiuti del 2017 a livello europeo va proprio in questa direzione». La raccolta differenziata spinta, che già viene attuata in centro storico e in molti altri comuni della provincia, comporta l'eliminazione dei cosiddetti "cassonetti di prossimità" sistemati sulle strade. Alle famiglie vengono forniti dei piccoli bidoni o dei sacchetti che poi l'azienda incaricata passa a ritirare in determinati giorni. Solitamente l'umido viene recuperato due volte a settimana, il secco residuo una volta mentre la carta e il vetro una volta ogni quindici giorni. «Quello vale per le utenze private - spiega Fuccaro - mentre per le attività a Udine cerchiamo di tarare un servizio "su misura" in base alle diverse esigenze e ai quantitativi di rifiuti prodotti. Ovviamente dovremo tenere in considerazione anche le esigenze delle famiglie che abitano nei grandi condomini e magari non dispongono di molto spazio». Trasferire il modello utilizzato nei paesi anche nei quartieri del capoluogo potrebbe creare dei disagi. Difficile infatti immaginare che chi abita in un piccolo appartamento magari senza terrazza possa conservare in casa diversi bidoncini di rifiuti. «Stiamo studiando le possibili soluzioni - dice Fuccaro - per esempio potremmo ricorrere a dei cassonetti di condominio per consentire comunque il conferimento h24». La speranza dell'amministrazione è quella di avviare una sperimentazione entro la fine dell'anno. «Ci siamo subito messi al lavoro e presenteremo un progetto tarato sulle esigenze dei cittadini», assicura Fuccaro. Eliminare i grandi cassonetti consentirebbe di risolvere anche il problema dei turisti dei rifiuti. Sono più di 2 mila le tonnellate che ogni anno portano nel comune udinese i "pendolari dei rifiuti", il 4-5% del totale (circa 50 mila tonnellate) raccolto dalla Net spa «e pari a un costo aggiuntivo che oscilla tra i 250 e i 300 mila euro. Un aggravio che - precisa Fuccaro - ricade sul portafogli degli udinesi, fra l'altro tra i più virtuosi nella raccolta differenziata».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 13/06/2018
Pagina 14, Edizione Udine