La raccolta differenziata non va Il Comune vara il "porta a porta"

Cervignano: la decisione dopo un vertice con la Net. Ora si attesta sul 55%, si punta a superare il 70% Intanto il Cafc sta creando la nuova rete fognaria. L'assessore Petenel: un salto di qualità ambientale
di Elisa Michellut wCERVIGNANOIl capoluogo della Bassa passa al "porta a porta" per i rifiuti di tipo secco. La novità nasce da una valutazione in corso da parte della commissione comunale all'ambiente, presieduta dal consigliere ed ex assessore Ivan Snidero, che sta analizzando i dati per quanto concerne la quantità e qualità della raccolta differenziata sul territorio comunale. I numeri parlano chiaro: oscillano tra il 55 e il 60 per cento e la qualità della differenziata non è soddisfacente. «Una situazione che possiamo definire non positiva - commenta l'assessore all'ambiente, Loris Petenel - e che ci impone l'esigenza di un rilancio della sensibilità ambientale ed economica, anche avvalendoci di novità importanti nella modalità di raccolta. Siamo in fase di valutazione. L'incontro di lunedì scorso con il direttore della Net, Massimo Fuccaro, e con gli assessori all'ambiente delle amministrazioni limitrofe, ha messo in evidenza la sensibilità del territorio e ha consentito a Cervignano di approfondire sistemi di raccolta più validi, come per esempio quelli già operativi nei Comuni di Latisana, Tricesimo e Buja, che, con il passaggio al sistema "porta a porta" per il rifiuto di tipo secco, hanno ottenuto un miglioramento e hanno superato il 70 per cento della raccolta differenziata, contribuendo a calmierare gli aumenti in bolletta dovuti all'impatto sempre maggiore per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati». L'ambiente, dunque, al centro dell'agenda politica cervignanese. «Stiamo lavorando su più tematiche - annuncia Petenel -. In particolare ci stiamo concentrando su due argomenti: la raccolta differenziata dei rifiuti ma anche il ciclo integrato dell'acqua (captazione, raccolta e depurazione)». È in fase di realizzazione, da parte del Cafc, un intervento complessivo di 9 milioni di euro per la costruzione della rete fognaria finalizzata allo smaltimento delle acque bianche e nere, modalità che si è resa necessaria per preservare il sistema di captazione locale mediante pozzi autonomi o di quartiere. «È un intervento, cui seguirà la fase degli allacci, che consentirà un salto di qualità ambientale e che permetterà a questo territorio di uscire dalla procedura d'infrazione europea. Per gli allacci (in questo caso per le reti fognarie realizzate anni fa ed esclusivamente i privati che hanno già ricevuto la notifica per l'obbligo di allaccio), ricordo che è fissata per il primo giugno la scadenza per presentare domanda di contributo regionale (50 per cento dell'importo fino a un massimo di 1250 euro)». L'assessore ricorda, infine, che, nei prossimi mesi, entrerà in funzione il nuovo centro di raccolta in via da Riseris, vicino al magazzino comunale, una struttura che consentirà di facilitare le operazioni di conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini.

Messaggero Veneto del 26/05/2018
Pagina 39, Edizione Gorizia