caso immondizie

Tariffa più cara a causa dei "pendolari"
di Laura PiganiL'idea di pagare una tariffa in base a quanti rifiuti si produce non piace a chi abita fuori città, nei comuni che hanno adottato il sistema di raccolta porta a porta. Così, caricati i sacchetti in auto, è più comodo raggiungere Udine, dove spesso si lavora, per scaricare le proprie immondizie. Sono più di 2.000 le tonnellate che ogni anno portano nel comune udinese i "pendolari dei rifiuti", il 4-5% del totale (circa 50.000 tonnellate) raccolto dalla Net spa «e pari a un costo aggiuntivo che oscilla tra i 250 e i 300 mila euro. Un aggravio che ricade sul portafogli degli udinesi, fra l'altro tra i più virtuosi nella raccolta differenziata».A segnalare il problema è la Net, la società pubblica che gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti in città e in altri comuni della regione. Il direttore generale, Massimo Fuccaro, denuncia di nuovo un comportamento che crea un doppio disagio: un problema ai residenti, che si trovano i cassonetti ricolmi, e un aumento dei costi, conseguenti alla necessità di svuotare più frequentemente i contenitori e a un maggior quantitativo di immondizie da gestire. Un problema, questo, che era stato segnalato anche dal Comune di Pagnacco. «Ci troviamo davanti a una situazione quasi kafkiana - accusa Fuccaro -: gli sforzi fatti per aumentare la differenziazione dei rifiuti, per avere una maggior tutela ambientale e puntare a un abbassamento delle tariffe, sono in parte vanificati dai conferimenti dei non residenti. Riteniamo che questi siano per lo più cittadini provenienti da uno dei comuni dove è stato adottato il sistema di raccolta porta a porta: da Buttrio, Remanzacco, Campoformido, Pavia di Udine o Tavagnacco. In alcuni di questi - prosegue il direttore - è stata introdotta la "tariffa puntuale", che stabilisce di pagare in base al quantitativo di rifiuti prodotti. È quindi facile immaginare che si cerchino altre scappatoie per non farsi aumentare la tariffa, con il risultato, però, che a pagare ora sono gli udinesi. Nelle realtà dove è stato scelto il porta a porta bisognava accompagnare il servizio con una adeguata formazione etico-ambientale». La Net stima che ogni giorno siano svuotate nei 12 mila cassonetti di Udine «circa 7 tonnellate di rifiuti da parte di non residenti. Duemila tonnellate di rifiuti indifferenziati in un anno». Il Rapporto sullo stato dell'Ambiente 2018 dell'Arpa Fvg sostiene non ci sia una diminuzione dei rifiuti prodotti procapite, ma soltanto il conferimento di questi altrove. «I rifiuti non "spariscono" con nuove modalità di raccolta, ma - sottolinea Fuccaro - una fascia di popolazione li conferisce abusivamente nei comuni dove ci sono i cassonetti». «L'incremento dei rifiuti che ci siamo trovati a gestire e la necessità di svuotare i cassonetti con maggior frequenza - spiega il presidente di Net, Alessandro Cucchini - fanno inevitabilmente salire i costi di igiene ambientale per gli udinesi. Ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Questa non è solo maleducazione, ma mancanza di rispetto. Ecco perché - conclude - stiamo valutando le azioni da mettere in campo per poter contenere il fenomeno. L'informazione e la formazione dei cittadini sul tema dei rifiuti sono alla base di un maggiore senso civico per l'ambiente e la comunità. E su questo - conclude - Net è fortemente impegnata».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 22/03/2018
Pagina 21, Edizione Gorizia