tariffe comunali

di Giacomina Pellizzari È già la tariffa tra le più basse in Italia e dal 2017 potrebbe scendere ancora. Stiamo parlando della tariffa rifiuti applicata in città. A Udine, una famiglia composta da tre persone con un appartamento di circa 100 metri quadrati di proprietà, paga circa 165 euro l’anno. Versano meno solo i residenti a Belluno e a Isernia. A parità di condizioni, la Tari in quelle città non supera, rispettivamente, 150 e 152 euro l’anno. Udine è l’unico capoluogo di provincia del Friuli Venezia Giulia, indicato tra le 10 città meno costose monitorate da Cittadinanza che da ormai otto anni tiene sotto controllo la situazione italiana. Nella nostra regione, mediamente, paghiamo la Tari più bassa d’Italia, con una spesa per famiglia pari a 233 euro l’anno. Ben 65 in meno rispetto alla media nazionale. «La nostra intenzione resta quella di farla calare ulteriormente» assicura il sindaco, Furio Honsell, facendo notare che dal suo insediamenti a palazzo D’Aronco, la tariffa rifiuti non ha subito aumenti significativi. Ma per mantenere gli attuali livelli, oltre all’impegno assunto dal sindaco c’è bisogno anche del rispetto delle regole da parte dei cittadini. Se i residenti continueranno a favorire la raccolta differenziata i costi di smaltimento e la tariffa resteranno invariati. Non va dimenticato, infatti, che i costi vanno coperti con i proventi dalla Tari. Su questo punto insiste il direttore della Net, Massimo Fuccaro, commentando le rilevazioni della raccolta differenziata effettuate, nel primo semestre 2016, nei comuni dove la società di viale Duodo gestisce il servizio. In molti comuni la percentuale della raccolta differenziata oscilla tra il 60 e il 65 per cento: i meno ricicloni sono i cittadini di Savogna (21,54%), San Leonardo (38,61%), Pulfero (25,90%), Prepotto (35,93%), Drenchia (25,45%) e Attimis (38,42%). E se a Udine la percentuale raggiunge il 66,95 per cento, a Bicinicco si arriva al 72,02. Buja fa ancora meglio toccando quota 82,90 per cento. Cassacco sale all’83,09 posizionandosi al primo posto tra i Comuni gestiti da Net. «In tutti i comuni stiamo implementando la raccolta del rifiuto organico» assicura Fuccaro ricordando che il modello Net resta quello misto. Non adotta esclusivamente il porta a porta e tantomeno il cassonetto, preferisce valutare le singole situazioni e definire in ogni realtà un modello personalizzato. «Considerato che in questo momento, i piccoli comuni chiedono, per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, il sistema porta a porta - continua il direttore della Net -, lasciamo i cassonetti solo per la raccolta dell’organico, del vetro e della plastica». I restanti rifiuti, quindi, vengono sempre più spesso recuperati davanti alle singole abitazioni. L’altro elemento di novità è che molti comuni sollecitano la fornitura delle telecamere da installare nelle aree di raccolta per “pizzicare” chi non rispetta le regole. Gli occhi elettronici sono già stati forniti a Udine, Talmassons, Cividale, Castions di Strada, Buja, Bagnaria, Tricesimo, Precenicco, Ruda, Trivignano, Gonars, Visco, Cervignano e Tarcento. È evidente che facendo da apri pista questi comuni stanno innescando un fenomeno a catena. Anche perché chi non ha ancora installato gli occhi elettronici, è il caso di Udine, si trova a gestire un inevitabile traffico dei rifiuti proveniente dalle realtà dove i controlli sono già in atto. Oltre all’organizzazione dei servizi, la Net sta adeguando alle nuove esigenze pure gli impianti di trattamento di Gonars e di Udine. «Nel primo caso siamo alla fase di collaudo, nel secondo - sottolinea Fuccaro - siamo alla gara. A metà novembre aggiudicheremo i lavori». L’investimento ammonta a 32 milioni 961 mila 820 euro di questi, per la realizzazione dei lavori, saranno utilizzati 26 milioni 621 mila euro. Il nuovo impianto sarà attrezzato per trattare l’umido in via Gonars, evitando così i trasferimenti fuori regione. «Saremo tra i primi in Italia - sottolinea il direttore - a recuperare energia realizzando carbone vegetale». Se non ci saranno intoppi, il cantiere si chiuderà in due anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 02/11/2016
Pagina 18, Edizione gorizia