«Il nuovo impianto Net non peserà sui cittadini»

La spa e il Comune di Udine: i soci di A&T2000 erano informati
«Il nuovo impianto di via Gonars non comporterà alcun costo aggiuntivo ai cittadini e ai Comuni soci. Così come l’impianto di A&T2000 a Codroipo non è un doppione». La Net e il Comune di Udine rispondono ai sindaci che si chiedono come mai si pensi a realizzare «un nuovo impianto in vista della fusione con A&T2000». Nessun costo «Il nuovo impianto della Net in cui sarà trattato il materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico (il cosiddetto "umido") non peserà sui cittadini, che anzi troveranno la bolletta sullo smaltimento dei rifiuti più leggera – sostiene la Net –; non costerà nulla ai Comuni soci e non conta su fondi pubblici, visto che l’investimento – già programmato nel piano industriale Net spa dal 2011 – è interamente a carico della società udinese e della concessionaria che vincerà la gara per la gestione nel sito di via Gonars a Udine. Un’operazione ben nota, e convalidata in cda ad AT&2000 ben prima della sua fusione con la Net. Polemica strumentale «Risultano strumentali e fuorvianti le dichiarazioni di alcuni sindaci – replica il presidente della Net, Renzo Moro –. La nostra scelta è stata indicata dall’assemblea dei soci, condivisa dal comitato di controllo analogo e deliberata dal cda. Rifunzionalizzare il polo impiantistico della Net è inoltre in linea con la pianificazione regionale. Il nostro piano era ben noto ad A&T2000: ci sono atti sottoscritti da entrambe le società. Non si capisce quindi la correlazione fra un progetto di Net, noto e da tempo avviato, e le affermazioni che parlano di “corsa di avanti di Net” e di “rapporti di fiducia minati”. L’impianto in questione non solo è necessario al bacino servito dalla Net, ma rappresenta un assetto impiantistico complementare a quello di A&T2000. Tra le opere accessorie e complementari per lo svolgimento delle attività vi saranno anche uffici, spogliatoi, officine. «Ricordiamo che la Net, i cui proprietari sono circa 90 Comuni del Fvg, convinta della bontà del processo di fusione, sta lavorando da mesi in sintonia con l’attuale management di A&T2000 per poter completare l’operazione di fusione in tempi rapidi, presumibilmente un paio d’anni, e non si presta a nessun tipo di strumentalizzazione politica». Più collaborazione tra sindaci «Da otto anni, da quando sono diventato sindaco – dichiara il primo cittadino del Comune di Udine, Furio Honsell – ho sempre cercato di realizzare un gestore unico dei rifiuti. E lo abbiamo fatto cercando di favorire il dialogo in ogni occasione. Proprio per questo – prosegue – stupiscono questi attacchi, anche perché i piani di sviluppo di Net, così come di A&T2000, più che danneggiati devono semmai essere potenziati dalla fusione. Auspico pertanto uno spirito di collaborazione con gli altri sindaci. Da parte mia – conclude Honsell – sono più che disponibile al dialogo con tutti, e se è stata possibile la fusione tra Net e Csr, questo è avvenuto proprio perché il Comune di Udine ha avuto un alto senso di responsabilità verso le altre società». «La creazione di un gestore unico in provincia di Udine è strategica per mantenere la gestione del servizio in capo agli enti locali, che sono molto più attenti agli interessi dei cittadini rispetto a un gestore privato – aggiunge il presidente del Controllo analogo di gestione della Net, Michele Tibald, sindaco di Terzo d’Aquileia –. La coesistenza dei due impianti era stata già valutata nella fase preliminare della fusione. Nessun doppione, quindi; due siti, anzi, rappresentano un riferimento per il bacino regionale e una risorsa in più nel caso sia necessario uno stop temporaneo di uno dei due. Auspichiamo che il percorso di fusione vada avanti: i presupposti restano positivi, ci stiamo lavorando da mesi». I vantaggi per la collettività I vantaggi della collettività derivanti dalla realizzazione del progetto sono: la chiusura del ciclo dei rifiuti in loco senza far ricorso a impianti di terzi e riducendo la movimentazione dei rifiuti e la conseguente riduzione del traffico veicolare indotto; l’utilizzo delle migliori tecnologie per il trattamento del rifiuto organico, con riduzione delle emissioni odorigene e degli scarti di processo; la riduzione dei consumi energetici da fonti fossili grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili per il funzionamento dell’impianto e la riduzione delle emissioni derivanti dalla raccolta e dal trasporto dei rifiuti grazie all’utilizzo di biometano in sostituzione del gasolio per i mezzi di raccolta. Come funzionerà l’impianto La potenzialità dell’impianto sono coerenti con le esigenze di trattamento dei rifiuti presenti nel territorio servito da Net e del territorio servito da Ambiente e Servizi spa (azienda pubblica della Provincia di Pordenone) con la quale si è condiviso il progetto. La linea di trattamento organico proposta è dimensionata per trattare 35.000 tonnellate/anno di frazione organica da rifiuto solido urbano e verde, e 19.000 t/anno di frazione organica putrescibile. Assolutamente innovativo, l’impianto di Udine è stato progettato con l’aiuto dell’Università di Udine e produrrà, oltre che energia elettrica e biogas, biometano – per autotrazione per alimentare parte della flotta dei mezzi di raccolta dei rifiuti e per migliorare l’efficienza ambientale dei mezzi stessi – e biocarbon, da utilizzare in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali e a servizio anche degli altri impianti di selezione presenti sul territorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 13/04/2016
Pagina 25, Edizione gorizia, nazionale