Da 30 a 300 euro per un mozzicone gettato a terra

Dal 2 febbraio parte la “campagna” contro i maleducati Lo stesso varrà per carte, scontrini e gomme da masticare
di Giulia Zanello Basta mozziconi infilati nei sanpietrini, chewing gum spiaccicate sotto le suole delle scarpe, cartacce e fazzoletti gettati per strada. Inizia la battaglia a chi butta cicche e piccoli rifiuti a terra e per i pizzicati le multe saranno salate, da 30 per arrivare anche a 300 euro. I maleducati hanno (speriamo) i giorni contati, visto che il D-day scatterà il 2 febbraio e gli agenti della polizia locale non avranno alcuna pietà per chi sarà beccato in fragranza di reato. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del disegno di legge sulla Green economy – la norma è del 29 dicembre 2015 – è entrata in vigore il provvedimento che prevede la punizione per comportamenti incivili quali l’abbandono di cicche e piccoli rifiuti. L’articolo 40 incarica i Comuni di occuparsi dell’installazione «nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale di appositi contenitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo», mentre sarà compito di produttori e ministero dell’Ambiente attivare campagne informative per «sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi». Udine, grazie alla Net, senza seguire i tempi della legge, si era già dotata, nei punti più sensibili, dei raccoglitori appositi, tappezzando i cestini della spazzatura con adesivi per distogliere i fumatori dall’abbandono a terra delle sigarette, e promuovendo una campagna in cui lo slogan, accompagnato da una scarpa rossa femminile che pestava un mozzicone, recitava: «La cicca non è chic». Una pessima abitudine accentuatasi in particolare a seguito dell’entrata in vigore del divieto di fumo nei locali. Nelle vie Cortazzis e del Monte, a due passi da piazza San Giacomo, al tempo erano 147 le cicche contate a terra, mentre via Veneto vantava la media di una ventina di mozziconi ogni dieci metri. Vicolo Lovaria, traversa di via Prefettura, ospitava un “tappeto” di ben 184 sigarette, in piazza Primo Maggio erano state trovate 48 cicche sul suolo in soli cinque metri e decine e decine per ciascun posto auto. «Vi sono ben 400 contenitori, in centro e nell’immediata periferia, con cestini portacicche – sottolinea il direttore generale della Net, Massimo Fuccaro –, praticamente uno ogni 20 metri. Eppure, la pessima abitudine di spegnere la sigaretta sul suolo, nei tombini o negli scarichi d’acqua, fa fatica a sparire. Tutto sommato a Udine siamo anche bravi rispetto ad altre zone d’Italia, ma si può e si deve migliorare». Multe, fino a 150 euro, anche per chi butta a terra (o nelle acque, nei tombini e negli scarichi) scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare. «Le chewing gum – precisa Fuccaro – impiegano anche cinque anni prima di degradare. Si attaccano per terra e si trasformano in una specie di pellicola zuccherosa che intacca addirittura il marmo e il porfido. E i mozziconi di sigaretta hanno tempi di degrado naturale di 1-2 anni». Il 50 per cento dei soldi ricavati rimarrà nelle casse delle amministrazioni, la parte restante, invece, andrà a incrementare un Fondo per la tutela del territorio e del mare, l’installazione dei raccoglitori e la pubblicità informativa. Saluta con soddisfazione la nuova legge il sindaco, Furio Honsell, pur non nascondendo la difficoltà, per gli uomini della polizia locale, di cogliere sul fatto i trasgressori. «Già in passato l’abbandono di rifiuti, anche piccoli, era sanzionabile: a terra non si deve gettare nulla. Non mi resta – ha aggiunto Honsell – che appellarmi all’educazione dei singoli: la città, in particolare questa, in cui la cultura della pulizia è molto sentita, è la casa di tutti e dobbiamo mantenerla in ordine e pulita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 23/01/2016
Pagina 27, Edizione gorizia, nazionale