Funziona il “modello Friuli”

La maggior parte dei Comuni supera il 65% di differenziata: al top Buja e Tricesimo LA PRODUZIONE IN PROVINCIA La media è compresa tra i 400 e i 500 chili per abitante all’anno, ma ci sono paesi come nelle Valli in cui arriva a meno della metà
di Mattia Pertoldi wUDINE Il Friuli sempre più terra felix dello smaltimento dei rifiuti e provincia in cui la raccolta differenziata è ormai diventata una pratica quotidiana e una corretta abitudine di buona parte delle famiglie. O quantomeno – perchè di questi abbiamo i dati certi e relativi al primo trimestre dell’anno – dei residenti di 55 Comuni in cui lo smaltimento è di competenza della Net. La stragrande maggioranza degli enti locali che si affidano alla Spa udinese, infatti, fa segnare ottimi dati di performance, una buona percentuale di loro supera il 65% dello smaltimento totale – cioè l’obiettivo fissato dalla normativa nazionale –, e la palma d’oro per l’avvio del 2015 se la aggiudicano senza dubbio Buja e Tricesimo che sfiorano l’85% di differenziata. I dati L’indagine interna della Net, e questa è una premessa obbligatoria, riguarda numeri parziali sia per le tempistiche (tre mesi non sono un anno intero) che per il campione (visto che riguarda poco più della metà della novantina di Comuni serviti dalla Net), ma è ugualmente significativa, soprattutto se considerata all’interno di un panorama nazionale che non sempre regala, sull’argomento, molte soddisfazioni. Come accennato sono Buja (84,85%) e Tricesimo (83,94%) le due amministrazioni in cui la raccolta differenziata dei rifiuti fa segnare percentuali quasi bulgare. Senso civico, responsabilità sociale, e una così alta propensione al riciclo non sono, però, soltanto casi isolati all’interno del nostro territorio. Ottimi risultati, infatti, li ottengono anche i Comuni di Tarcento (74,19%), Campolongo al Torre (71,09%), Visco (70,97%), Trivignano Udinese (70,36%), Bicinicco (70,74%), Tavagnacco (70,32%), Talmassons (69, 78%), Teor (69,73%) e Mereto di Tomba (69,63%). Niente male, pur su percentuali leggermente minori, nemmeno la stessa città di Udine che con il suo 65,29% di raccolta differenziata segna un incremento rispetto agli stessi periodi degli scorsi anni e si piazza, comunque, sopra la media (63,96%) generale dei 55 enti locali presi in considerazione. Soddisfazione La diffusione della prima statistica dell’anno non può non fare piacere ai vertici della Spa udinese che plaudono a cifre oggettivamente lusinghiere. «La Net è un’azienda sana e in crescita – ha spiegato Renzo Moro, presidente dell’azienda -. Il personale e il servizio sono efficienti, ed è continua anche la richiesta di adesioni da parte di nuovi Comuni che mirano a entrare a far parte della nostra compagine sociale. I programmi che ci siamo posti per il futuro sono ambiziosi, ma abbiamo tutte le intenzioni di raggiungerli nella consapevolezza sia del piano industriale dell’azienda che del livello di aspettativa degli investitori». In Net, attualmente, lavorano oltre cento dipendenti, l’azienda è dotata di un numero altrettanto alto di di mezzi e, per stessa ammissione del presidente, adesso punta a migliorare la qualità della raccolta differenziata utilizzando sistemi di raccolta integrati che mettano insieme il porta a porta, i cassonetti di prossimità e le raccolte domiciliari dedicate. Il tutto tenendo sempre in considerazione come l’obiettivo di legge (65% della differenziata rispetto al totale) sia una soglia già superata già dalla maggior parte dei Comuni friulani serviti dalla Spa. Dati da analizzare Analizzando – asetticamente – le cifre presentate dalla Net verrebbe da pensare, però, che all’interno del territorio provinciale, ci siano dei Comuni ben lontani dai target di riciclo dei rifiuti fissati dal Ministero. Realtà come Pulfero (22,67%), Savogna (23,64%), Drenchia (24,76%), San Leonardo (31,3%), Stregna (32,06%) e San Pietro al Natisone (33,03%), non raggiungono, infatti, nemmeno la quota del 50% di differenziata. Eppure, per la Net, la realtà è diametralmente opposta. «I numeri della raccolta – ha spiegato il direttore generale della Spa, Massimo Fuccaro – vanno sempre confrontati con la produzione totale di rifiuti. La media friulana è tra i 400 e i 500 chili annui per abitante, ma esistono Comuni, come quelli delle Valli del Natisone, in cui non si arriva nemmeno alla metà». Perchè? Semplice secondo Fuccaro. «In questi paesi – ha concluso – esiste un fenomeno che potremmo definire di riciclaggio familiare per cui, ad esempio, i vasetti di vetro non vengono gettati nel cestino, ma sono riutilizzati per tenerci la marmellata o i contenitori in plastica diventano ideali per il mangime del bestiame. Gli abitanti producono meno rifiuti, quindi, e fisiologicamente anche il dato della raccolta differenziata si abbassa di conseguenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Messaggero Veneto del 03/05/2015
Pagina 30, Edizione gorizia, nazionale