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Discussione: rifiuti: Udine come Napoli?

  1. #1
    più unico che raro L'avatar di Liberalix
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    Unhappy rifiuti: Udine come Napoli?

    (F.A.) - Se non è allarme-Napoli, poco ci manca. C'è preoccupazione per i rifiuti in provincia di Udine, dove la situazione potrebbe aggravarsi a partire dalla prossima settimana: a lanciare il segnale di crisi è Elio Di Giusto, presidente del Csr (Consorzio smaltimento rifiuti della Bassa Friulana). Ma anche la Net, la società che gestisce lo smaltimento a Udine, in Carnia e in numerosi altri comuni della provincia, si trova in una situazione analoga.

    «Nel corso della settimana prossima - ha detto Di Giusto, interpellato dall'Ansa - il nostro impianto di trattamento a San Giorgio di Nogaro dovrà restare chiuso per alcuni giorni per interventi di manutenzione. I rifiuti non trattati, cioè quelli dei cassonetti, non trasportabili fuori provincia, dovranno essere conferiti nella discarica di Trivignano, l'unica al momento attiva sul territorio». Per Di Giusto «c'è il rischio di occuparne le ultime cubature disponibili, causandone il definitivo esaurimento. Se a Trivignano non riusciremo a smaltire, i rifiuti potrebbero anche restare per qualche giorno nelle strade».

    Il presidente del Csr ha ricordato di aver già prospettato una situazione d'emergenza durante un tavolo convocato lo scorso marzo a Udine con gli assessori all'Ambiente della Provincia e della Regione. Per Di Giusto la gestione dei rifiuti nella provincia udinese è peggiorata dopo l'incendio che nel settembre 2006 ha messo fuori uso l'impianto di compostaggio di Rive d'Arcano. Pur rilevando che nel resto della provincia la situazione non è la stessa del Csr, Di Giusto ha riferito che anche la Net di Udine, società che smaltisce i rifiuti del capoluogo, della Carnia e delle Valli del Natisone, «si trova comunque in difficoltà».

    E in effetti anche all'interno della società udinese sta montando la preoccupazione. Attualmente i rifiuti urbani raccolti da Net vengono portati nell'impianto di trattamento di via Gonars, in città, dove la massa si riduce del 35-40 per cento; dall'impianto escono i cosiddetti sovvalli che devono finire in discarica. Il problema è che a Trivignano gli spazi sono praticamente esauriti e, così come il Csr, anche la Net è costretta a trasportare gli scarti dei rifiuti urbani fuori provincia, addirittura in centro Italia. Con le immaginabili conseguenze in termini di costi, destinate a ripercuotersi sulla tariffa finale.

    L'emergenza si aggraverebbe se la Net chiudesse per qualche giorno il suo impianto di trattamento per esigenze di manutenzione, come dovrà fare il Csr. In quel caso, non potendo portare i rifiuti non trattati fuori provincia, sarebbe costretta a utilizzare gli spazi sempre più esigui e contesi di Trivignano. L'unica soluzione, fanno notare alcuni operatori del settore, è la baulatura di alcune discariche in provincia: non solo la Ifim di San Gottardo a Udine (già autorizzata con uno degli ultimi provvedimenti della giunta Strassoldo, anche se ci vorrà ancora qualche settimana per perfezionare la pratica burocratica) ma anche la discarica di Plasencis, quella di Romanello a Campoformido, la Ecogest a Corno di Rosazzo e la Sogeco a Pozzuolo. La baulatura è un'operazione che consente di recuperare spazi residui in discarica e - se attuata in tutti e cinque gli impianti citati - consentirebbe di tenere lontana l'emergenza per un paio d'anni. Ma ovviamente nel frattempo bisognerebbe individuare il sito nel quale realizzare una nuova discarica a servizio del territorio provinciale.


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  2. #2
    Coi traditori ne pace n tregua L'avatar di Furlan
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    Grazie Strassoldo grazie, grazie Valeria grazie!

  3. #3
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    Dal Gazzettino:

    Oggi Romano Prodi incontrerà i governatori delle regioni italiane per chiedere loro se c'è qualche volontario disposto ad accollarsi parte dei rifiuti della Campania. Alcune risposte sono già arrivate, e tra queste ci sono quelle di Veneto e Friuli-Venezia Giulia: un "no" secco. E condivisibile. Immaginiamo già le accuse (egoisti, irresponsabili, razzisti...) che pioveranno sul capo di veneti e friulani. Possiamo solo sperare che, prima di parlare, si rifletta almeno sul fatto che il no ai rifiuti napoletani proviene da due giunte di colore diverso, come quelle guidate da Riccardo Illy e Giancarlo Galan. Un fatto non casuale. Perché qui gli schieramenti politici e l'egoismo non c'entrano: è solo una questione di responsabilità.
    Ci sono regioni che hanno ottemperato agli obblighi loro imposti dalla legge e altre che non l'hanno fatto. Tutte le regioni hanno chiesto ai cittadini soldi per organizzare e gestire lo smaltimento dei rifiuti; ma alcune hanno eseguito il compito loro affidato, altre no. Per nessuno è stato semplice. Proteste, cortei e agguerriti comitati pseudo-ambientalisti non sono un'esclusiva di Napoli e della Campania. La realtà è che in alcune parti del Paese i termovalorizzatori alla fine sono stati realizzati, in altre sono cresciute invece le montagne di immondizia, che ora si vorrebbero trasferire altrove mettendo così a rischio il complesso e delicato sistema di smaltimento realizzato in questi anni in Veneto, Friuli (ndr; e la V.G.???) o anche in Lombardia, un'altra regione del Nord che ieri ha detto no ai rifiuti campani.

    Come ha documentato il "Sole 24 Ore", dal 1994 ad oggi l'Europa ha versato nelle casse della Campania 251 milioni di euro per far fronte all'emergenza rifiuti. Che fine hanno fatto? Almeno questo è possibile saperlo? C'è chi non vuol capire che il termine "federalismo" non significa "ognuno per sé e Dio per tutti". Significa che ciascuno si assume le proprie responsabilità, diritti e doveri, onori e oneri. Il governo ha già commesso un errore nella Finanziaria in materia di Sanità, togliendo alle regioni virtuose per tappare i buchi di chi ha scialacquato: concedere il bis sui rifiuti sarebbe davvero troppo.

  4. #4
    Voi non mi rappresentate L'avatar di Alex il Rosso
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    La provincia di Gorizia non è che sia messa molto meglio.
    E' vero, è partita la tanto discussa raccolta differenziata che qualche frutto lo sta dando (oltre che parecchie incazzature da parte di più di qualcuno) però non è dotata di termovalorizzatori nè ne è prevista la la realizzazione (il residuo viene portato a bruciare a Trieste con le ceneri di ritorno) e la discarica di Pecol dei Lupi a breve sarà esaurita senza alcuna previsione di realizzarne altre.
    Ciliegina, oggi il riciclabile viene mandato a selezionare in Veneto (l'impianto di Moraro non è ancora pronto e dalla scrematura finisce in discarica circa il 30%).
    Aumento della TIA a parte se il Veneto non ci accettasse più le nostre "scovazze" saremmo in breve sepolti dalle stesse.

  5. #5
    Europeista e Asburgico L'avatar di Der Goerzer
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    sentivo parlare di un accordo con Nova Gorica... per suddividersi le spazzature... certe cose da una parte, altre dall'altra. poi non so se erano solo parole al vento.

  6. #6
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    sentivo parlare di un accordo con Nova Gorica... per suddividersi le spazzature... certe cose da una parte, altre dall'altra. poi non so se erano solo parole al vento.
    Gli sloveni hanno risposto picche all'utilizzo della loro discarica, la motivazione è che l'attuale loro legislazione non lo consente.

  7. #7
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    Pecol dei Lupi nella migliore delle ipotesi dovrebbe chiudere nel 2010, nella peggiore (se ad esempio aumentassero i rifiuti da Trieste per manutenzione delle linee dell'inceneritore) giugno 2008.

  8. #8
    più unico che raro L'avatar di Liberalix
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    Serve una nuova discarica? No, ne servono due.

    Così Piero Mauro Zanin, il presidente di Exe, risponde all'allarme rifiuti lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Csr Elio Di Giusto. Annunciando la presentazione del primo progetto entro la fine del mese, in modo da far partire l'iter autorizzativo e da avere - se tutto andrà per il verso giusto - il nuovo impianto operativo già all'inizio del 2009.

    «È vero, la situazione è di emergenza - ammette Zanin - perché quando si è costretti a portare i rifiuti fuori regione è chiaro che si è sempre soggetti agli imprevisti». Però non si può dire che oggi le cose vadano peggio di ieri. Anzi. In questi anni - assicura il presidente Exe, ex capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale - la spa ha lavorato, eccome. Il silenzio ufficiale che è seguito alla presentazione dei 31 siti "tecnicamente plausibili" nei quali realizzare una nuova discarica - lo studio che aveva messo in pole position Trivignano, seguito da Udine-Povoletto (Di là de Tor), Pozzuolo-Lestizza-Basiliano e Campoformido-Pozzuolo - non va interpretato come uno stop: «Non sono cose semplici - ricorda Zanin - perché bisogna cercare soluzioni condivise e poi bisogna individuare la proprietà dei terreni e spuntare i prezzi migliori, evitando le speculazioni». Di questo si è occupata Exe in quest'ultimo anno. E Zanin tiene a sottolineare che Exe non significa solo Provincia, «dal momento che Csr e Net sono già nella nostra compagine sociale» e che la strada verso il gestore unico è tracciata. Al punto che c'è intesa, fra i tre principali gestori, sul prezzo del conferimento nelle nuove discariche - tra gli 80 e i 95 euro a tonnellata - ben al di sotto di quanto oggi i gestori come Net e Csr sono costretti a pagare (130-150 euro) quando si rivolgono a impianti di smaltimento fuori regione. Uno dei vantaggi del controllo pubblico sul settore, sottolinea il presidente.

    Zanin assicura che i diversi gestori sono d'accordo sull'intera strategia e hanno già stabilito che le discariche da realizzare dovranno essere due, non una soltanto, per mettere in sicurezza il sistema provinciale nel medio periodo (8-9 anni). Ma quando si parla di discariche, inevitabilmente, l'aspetto che più interessa la gente (e preoccupa i sindaci) è quello del "dove". «Abbiamo stabilito - spiega Zanin - di individuare due diverse zone ma di presentare un progetto in più, in modo da consentire una valutazione più articolata e ampia». Saranno tre dunque le discariche messe in pista: a Trivignano (che è in sostanza l'ampliamento dell'esistente); a Santa Maria la Longa; nell'area compresa tra Campoformido e Pozzuolo. Le prime due (Trivignano e Santa Maria) sono però ipotesi alternative, in quanto fanno riferimento alla medesima area geografica.

    Anche se Zanin non lo conferma, è probabile che il primo progetto a partire sia quello di Trivignano. «L'iter sarà in capo alla Regione, in quanto Exe è società partecipata dalla Provincia. Una volta presentato il progetto - riassume il presidente - ci vogliono 6-8 mesi per arrivare al parere. In caso di via libera, altri 3-4 mesi per realizzare la discarica». Conclusione: a inizio 2009 la prima nuova discarica. Ma gli altri iter, assicura Zanin, partiranno a ruota, nel giro dei prossimi mesi.

    E nel frattempo? Basterà la baulatura della discarica Ifim di San Gottardo a tamponare l'emergenza? Probabilmente sì, ma c'è anche un'altra carta nelle mani del sistema-Provincia. Ed è legata alla chiusura della discarica di Trivignano, dalla quale si potrebbero ricavare ulteriori spazi per 40-50mila tonnellate di rifiuti chiedendo l'autorizzazione a disegnare una "curva" più ampia di quella oggi prevista, ma sempre all'interno dei limiti di legge.

    Francesco Antonini

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  9. #9
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    REGIONI:FVG; ILLY,SI RIAPRA PRESTO INCENERITORE RIVE D'ARCANO

    (ANSA) - TREPPO GRANDE (UDINE), 11 GEN - "Ci auguriamo che i problemi di natura giudiziaria e legislativa legati all'inceneritore di Rive d'Arcano (Udine) si risolvano presto, per consentire la riapertura nei tempi più brevi possibili": é l'auspicio espresso oggi dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. "Abbiamo discusso a fondo del problema dei rifiuti nel corso della seduta di Giunta odierna - ha fatto sapere Illy, nel corso di un incontro con l'amministrazione comunale di Treppo Grande (Udine) - e ci siamo posti l'obiettivo di intervenire preventivamente e di non aspettare che i nodi vengano al pettine come è accaduto in Campania". "Sarà nostra intenzione - ha proseguito - utilizzare tutti gli impianti esistenti e che possono essere ristrutturati, sia per la selezione che per la termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani. L'obiettivo è realizzare la raccolta differenziata più spinta possibile, per valorizzare con la produzione di energia elettrica la parte di rifiuti non riciclabile". Il ricorso a nuove tecnologie, in questa prospettiva, andrà perseguito il prima possibile, secondo Illy. "La gassificazione é già in fase di sperimentazione in un impianto di Monfalcone in costruzione. Con questo sistema, per esempio, si può produrre energia elettrica e ridurre ad una massa del 3 per cento, rispetto alla quota iniziale, le ceneri da conferire in discarica". Per gestire il quotidiano, invece, il presidente ha ribadito che la strada ancora più efficiente e proficua è quella della termovalorizzazione. "A fronte di un iniziale atteggiamento ostile della popolazione per questa tipologia di smaltimento, mi pare che ora si sia compreso che questa è la via principale per sfruttare dal punto di vista energetico i rifiuti e ridurne il volume". (ANSA).

  10. #10
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    REGIONI:FVG; ILLY,SI RIAPRA PRESTO INCENERITORE RIVE D'ARCANO

    (ANSA) - TREPPO GRANDE (UDINE), 11 GEN - "Ci auguriamo che i problemi di natura giudiziaria e legislativa legati all'inceneritore di Rive d'Arcano (Udine) si risolvano presto, per consentire la riapertura nei tempi più brevi possibili": é l'auspicio espresso oggi dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. "Abbiamo discusso a fondo del problema dei rifiuti nel corso della seduta di Giunta odierna - ha fatto sapere Illy, nel corso di un incontro con l'amministrazione comunale di Treppo Grande (Udine) - e ci siamo posti l'obiettivo di intervenire preventivamente e di non aspettare che i nodi vengano al pettine come è accaduto in Campania". "Sarà nostra intenzione - ha proseguito - utilizzare tutti gli impianti esistenti e che possono essere ristrutturati, sia per la selezione che per la termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani. L'obiettivo è realizzare la raccolta differenziata più spinta possibile, per valorizzare con la produzione di energia elettrica la parte di rifiuti non riciclabile". Il ricorso a nuove tecnologie, in questa prospettiva, andrà perseguito il prima possibile, secondo Illy. "La gassificazione é già in fase di sperimentazione in un impianto di Monfalcone in costruzione. Con questo sistema, per esempio, si può produrre energia elettrica e ridurre ad una massa del 3 per cento, rispetto alla quota iniziale, le ceneri da conferire in discarica". Per gestire il quotidiano, invece, il presidente ha ribadito che la strada ancora più efficiente e proficua è quella della termovalorizzazione. "A fronte di un iniziale atteggiamento ostile della popolazione per questa tipologia di smaltimento, mi pare che ora si sia compreso che questa è la via principale per sfruttare dal punto di vista energetico i rifiuti e ridurne il volume". (ANSA).
    Qualcuno sa se Illy parlava dell'impianto di selezione dei rifiuti di Rive d'Arcano andato distrutto con l'incendio di settembre 2006 citando erroneamente un termovalorizzatore o di cosa altro?

  11. #11
    più unico che raro L'avatar di Liberalix
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    Rifiuti, la provincia di Udine maglia nera

    Superati da Pordenone e Gorizia nella differenziata. Zanin: «Solo un fatto contabile»

    Produciamo più rifiuti degli altri e ne ricicliamo di meno. Non è certo un bel primato quello della provincia di Udine, stando ai dati della Regione resi noti dall'assessore Gianfranco Moretton in una recente riunione di giunta. Ma Exe e alcuni consorzi di gestione fanno notare che quei numeri possono trarre in inganno, perché mettono in evidenza solo la raccolta differenziata "a monte", quella praticata dai cittadini, e non quella effettuata a "valle" dai due impianti di trattamento di Udine e San Giorgio di Nogaro, utilizzati da Net e Csr. Che riescono a ridurre di molto la quantità di rifiuti da portare in discarica.

    I DATI DELLA REGIONE.
    Le tabelle ufficiali a livello regionale indicano una situazione di staticità: in provincia di Udine siamo rimasti fermi, gli altri hanno cominciato a correre. Prendiamo i numeri della raccolta differenziata: il bacino udinese passa dal 32,30% del 2004 al 32,86% del 2006, il dato più "fresco" a disposizione. In pratica la nostra provincia resta dov'era, e anzi nel 2005 registra un lieve arretramento (31,5%).

    Del tutto diversa la dinamica nelle altre due province friulane: Gorizia ci sorpassa, con una raccolta differenziata che passa in soli due anni dal 26 al 45 per cento. Ma anche Pordenone aumenta in modo consistente le quantità di materiali condotti al riciclo: dal 35 per cento del 2004 al 44% dell'anno successivo, fino al 47,33% del 2006 che rappresenta la percentuale di "differenziata" più alta in regione.

    Peggio di Udine, in numeri assoluti, resta solo Trieste che è ferma a un modestissimo 17,62% di differenziata sul totale dei rifiuti. Ma, a ben guardare, anche la provincia giuliana - nei tre anni presi in considerazione dalla Regione - ha mostrato qualche segnale confortante, passando dal 13,72% del 2004 al 17,62% del 2006.

    TIRATA D'ORECCHI. Il totale della raccolta differenziata regionale risulta così di poco superiore al 35%, e dunque - si legge nella nota informativa sottoposta all'attenzione degli assessori regionali - riesce a raggiungere l'obiettivo minimo fissato dal decreto nazionale 152. Ma la scomposizione del dato generale nelle quattro aree geografiche rende evidente, secondo il governo regionale, che «le province di Pordenone e di Gorizia rientrano ampiamente negli obiettivi» mentre le province di Udine e di Trieste «con l'attuale trend di crescita, non saranno in grado di rispettarli». Ecco che arriva, allora, la tirata d'orecchi dell'assessore: «Si ritiene fondamentale che le province di Udine e di Trieste adeguino il proprio sistema di raccolta differenziata».

    Numeri poco esaltanti per la provincia di Udine anche nella tabella che indica la quantità totale di rifiuti prodotti in regione. Mentre infatti nelle virtuose Pordenone e Gorizia si registra un calo (significativo nell'Isontino: quasi 7000 tonnellate in due anni), a Udine la massa-rifiuti continua ad aumentare: da 271mila a 280mila tonnellate.

    LA SELEZIONE "A VALLE". Come si diceva all'inizio, chi si occupa di rifiuti in provincia di Udine legge queste statistiche in modo diverso. E ricorda che la nostra provincia ha una peculiarità: i due impianti di trattamento rifiuti di Udine e San Giorgio di Nogaro che selezionano una parte del materiale solo dopo la raccolta. C'è un recupero di umido, materiali ferrosi, lattine e altri materiali che, se venisse conteggiato come "differenziata", farebbe scattare la percentuale al 50% o più, assicura ad esempio Elio Di Giusto, presidente del Csr della Bassa. Ma anche l'assessore udinese Lorenzo Croattini mette in rilievo il lavoro svolto dall'impianto di via Gonars. E Piero Mauro Zanin, presidente Exe, fa il conto: «Alla fine quel che importa è ridurre la quantità di rifiuti da portare in discarica: e da noi sono solo 80-90mila tonnellate all'anno, sulle 160 mila che arrivano negli impianti di trattamento».

    Francesco Antonini

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  12. #12
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    Dal gazzettino:

    No a un termovalorizzatore in regione
    Il comitato sulle strategie rifiuti torna sull’argomento per ribadire il diniego alla struttura

    Aviano
    «No a un termovalorizzatore in regione». Ritorna sull'argomento coordinamento provinciale strategie rifiuti, costituito dal gruppo dei Cittadini per il Comune di Aviano, assieme ad altri esponenti politici e di associazioni ambientaliste della provincia: Angelo Masotti sindaco di Zoppola, Odino Steffan consigliere comunale di Polcenigo, Vanni Tissino consigliere comunale di Porcia, Antonio Tesolin di Casarsa della Delizia, Legambiente Pordenone, Commissione ambiente Roveredo in Piano e i componenti dei comitati Roveredo Nord e Sos San Lorenzo di Maniago. Il no all'inceneritore era anche nel programma elettorale del sindaco di Aviano Stefano Del Cont che, in sintonia con la giunta e la maggioranza, spiega: «Nel nostro programma elettorale e amministrativo abbiamo indicato la ricerca di percorsi alternativi al termovalorizzatore. Ne abbiamo parlato in giunta e in una riunione di maggioranza proprio questa settimana, e abbiamo trovato identità di vedute, anche con il gruppo dei Cittadini. L'idea è quella che con una raccolta differenziata molto spinta, un impianto unico in regione sia sufficiente». Proprio queste stesse argomentazioni sostengono anche i partecipanti al coordinamento: «Con l'inceneritore di Trieste che lavora dalle 150 alle 195mila tonnellate l'anno - spiegano - oggi impropriamente impiegato a bruciare i rifiuti tal quali (Trieste differenzia nel 2006 solo il 17,62 per cento contro un minimo di legge del 40 per cento), come si fa a dire che serve un secondo inceneritore in Regione, o addirittura altri due? Resterebbe praticamente "scarico", a meno di dover lavorare grandi quantità di rifiuti reperiti in altre regioni. Il business? Ma per chi?». Secco il parere del coordinamento, intanto il sindaco di Aviano chiede un incontro con il presidente della Regione Riccardo Illy, per discutere del problema: «La previsione di realizzare un impianto ad Aviano risale a una programmazione fatta negli anni Ottanta. La nostra intenzione è quella di percorrere soluzioni alternative, in linea con Agenda 21. Il punto di accordo che abbiamo trovato in maggioranza ad Aviano è un sì al termovalorizzatore, solo se la sua ciminiera può servire ad eliminarne molte altre. Mi riferisco agli impianti di teleriscaldamento realizzati ad esempio a Brescia o a Grenoble. Alla luce di queste considerazioni però la localizzazione in pedemontana non ha senso, mentre è giustificata in prossimità ad un grande centro». Sulla stessa linea le conclusioni del coordinamnto, che chiede «un serio piano regionale e provinciale sulla gestione dei rifiuti».

  13. #13
    Viribus Unitis L'avatar di Schiffsbauer
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    Siamo alle solite...nessuno vuole le strade invase dalle immondizie, ma nessuno vuole le discariche né i termovalorizzatori.....le scarichiamo tutte nel giardino del sindaco le pattumiere ?
    Nascondersi dietro il fatto che Trieste differenzia solo il 17% per definire il termovalorizzatore triestino come sovradimensionato e quindi adatto a bruciare anche ciò che potrebbe provenire dalle province di Udine e Pordenone mi sembra la balla del secolo.
    Ovvio che Trieste dovrebbe differenziare di più, ma non sarà un cosa organizzata in tempi brevi, né facile a farsi.
    Però con un occhio ai costi, anche in termini di inquinamento, dei trasporti, mi sembrerebbe più efficente che a Trieste venissero bruciate le immondizie delle zone di Capodistria e Postumia anzichè mandare in gita qui quelle di Maniago.
    In sostanza il punto di vista dei sindaci della pedemontana mi sembra strumentale: visto che a Trieste c'è già ed è grosso perchè non sfruttarlo per evitare di costruircene un altro in casa ? Troppo comodo direi. Anche perchè non spiegano ai propri cittadini cosa significherebbe uno scenario di questo genere in termini di costi.

  14. #14
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    Dal gazzettino:

    «Discarica, noi abbiamo già dato»
    L’assessore Croattini: «A San Gottardo smaltiti milioni di metri cubi». Ma apre uno spiraglio

    A livello di discariche Udine ha già dato, dice Lorenzo Croattini, l'assessore all'ecologia. Alla vigilia del vertice tra Cecotti, Moretton e il vicecommissario della Provincia Vittorio Tallandini - in programma domani - quella dell'assessore è una risposta a Trivignano che da tempo ha alzato le barricate politiche per scongiurare la seconda discarica sul suo territorio, ricordando che l'attuale impianto di smaltimento nella Bassa per dieci anni ha servito l'intero territorio provinciale e alla gente non si possono chiedere ulteriori sacrifici.
    «Se la mettiamo così - replica a distanza Croattini - allora rispondo che anche noi a Udine abbiamo una discarica, quella della Ifim a San Gottardo. Che anzi ha smaltito un milione e 800mila metri cubi di immondizie e non "solo" 800mila come Trivignano. E che ora, con la baulatura, consentirà di tirare avanti ancora per qualche mese». La corsa a dire "no" alla discarica un po' infastidisce l'assessore udinese. Non perché Croattini sia entusiasta di ospitare puzzolenti impianti di smaltimento dei rifiuti, è chiaro, ma perché se anche tutti dicessero un "no" categorico il problema si porrebbe lo stesso. E una discarica oggi è necessaria per le ragioni già note: in Friuli gli spazi si stanno esaurendo e gli scarti dei rifiuti vengono sempre più spesso portati fuori regione, con un aggravio di costi che si rifletterà nelle tariffe e il rischio di vedersi, un giorno o l'altro, chiudere le porte.

    Sul tema discarica c'è insomma, sostiene Croattini, un po' di ipocrisia. L'assessore - che fa parte del movimento ambientalista della Colomba - ricorda che Udine ha cercato di guardare sempre all'interesse generale. Tanto che nel 2002 si espresse a favore della discarica "Di là de Tor" sul suo territorio, impianto poi bocciato dagli altri enti. Resta il "no" di Udine invece sul progetto di riempire la cava Danelutto, sempre in zona Torre «perché saremmo a 350 metri dalle case di Beivars, quando il limite di legge è un chilometro. Una condizione assai peggiore rispetto a Trivignano». Per non cadere in contraddizione con la sua tesi di fondo, però, Croattini apre un piccolo spiraglio anche sulla cava Danelutto: «Io dico che non ci sono le condizioni, ma sono pronto a mettermi attorno a un tavolo. E' questa l'unica strada: il dialogo e la condivisione. Non ha senso che la Regione dica "a me piacerebbe in questo posto" e la Exe "a me in quest'altro". Serve una regia e bisogna individuare dei criteri».

  15. #15
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    Ovvio che Trieste dovrebbe differenziare di più, ma non sarà un cosa organizzata in tempi brevi, né facile a farsi.
    Da tener conto che è più facile organizzare la raccolta differenziata nei paesi dove molte case hanno un giardino e spazio per farla che non negli appartamenti di città dove se non hai il poggiolo ti devi tenere in casa 4 borse diverse per ogni dipo di scovazza.

  16. #16
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    Scarti del cibo, bidoni in ogni casa
    Entro qualche mese partirà la raccolta differenziata dell’umido, Net già al lavoro
    Ci siamo. Dopo anni di auspici e dibattiti sta per partire in città la raccolta dei rifiuti organici, o dell'umido se preferite una terminologia più tecnica. Fattore decisivo per aumentare la percentuale di "differenziata" e importante novità per le nostre abitudini quotidiane.

    I BIDONCINI. Entro pochi mesi saremo invitati a mettere in appositi bidoncini - che verranno consegnati gratuitamente a ogni famiglia - tutto l'umido che oggi gettiamo via con il resto della spazzatura indifferenziata: gli avanzi di cucina (carne, pesce, verdura, frutta, pane, pasta, riso, uova, filtri di tè, fondi di caffè), tovaglioli e fazzoletti di carta, lettiere di animali domestici. Dovremo poi portare il materiale organico in appositi cassonetti, che verranno collocati a fianco di quelli già esistenti per le altre raccolte differenziate. Saranno cassonetti sensibilmente più piccoli degli altri, della capienza di 240 litri, probabilmente di color marrone. La raccolta dell'organico prenderà il via gradualmente: dapprima in periferia, a Cussignacco e a Paparotti, in modo da testare una novità che viene considerata strategica dalla Net e dal Comune di Udine.

    PROGETTO QUASI PRONTO. La spa che si occupa della gestione dei rifiuti in città sta lavorando con grande impegno al progetto per far partire la raccolta differenziata dell'umido. E siamo a buon punto se è vero che l'assessore all'ambiente Lorenzo Croattini ritiene si possa partire con il nuovo servizio «entro qualche mese». Croattini è da anni un sostenitore della raccolta differenziata dell'organico e saluta con soddisfazione il progetto di Net. Anche se non siamo ancora nelle condizioni ottimali per sfruttare appieno le potenzialità della separazione dei rifiuti umidi da quelli indifferenziati: «L'ideale - spiega infatti l'assessore - sarebbe disporre di un impianto specifico per il trattamento dei rifiuti organici». Due le possibilità: installare una linea "dedicata" nella struttura di via Gonars a Udine o attendere la realizzazione dell'impianto di compostaggio progettato dal consorzio A&T 2000 a Pannellia, in comune di Sedegliano. Però siccome queste due soluzioni richiedono tempi lunghi, «e nel frattempo è meglio cominciare a fare qualcosa», la Net sta per chiedere alla Provincia l'autorizzazione ad apportare una leggera modifica all'impianto di via Gonars, in modo che l'umido possa essere "lavorato" meglio di quanto non avverrebbe oggi, distinto cioé dalla frazione secca dei rifiuti. In definitiva, la raccolta differenziata dell'umido consentirà all'impianto di via Gonars di produrre un compost di maggior qualità rispetto ad oggi. E permetterà di differenziare "a monte" una quantità rilevante di rifiuti, visto che gli avanzi di cucina rappresentano una quota significativa di quel che oggi entra nel nostro sacchetto dell'indifferenziata.

    NO AL "PORTA A PORTA". Si diceva che per la raccolta dell'umido verranno utilizzati i cassonetti, così come già avviene per carta, vetro, plastica e "verde". La Net ha scartato la modalità del "porta a porta", scelta invece ad esempio dal consorzio del Codroipese, A&T 2000, che proprio oggi presenterà a Martignacco (ex cinema Impero, ore 11) i primi risultati del nuovo sistema di raccolta. Il sacchetto di rifiuto organico depositato sotto casa è stato ritenuto un meccanismo troppo complesso, e anche un po' "pericoloso", in città: con tanti condomini, androne e corti interne, c'era il rischio che qualcosa potesse sfuggire agli addetti alla raccolta, restando troppo a lungo all'aperto.

    Francesco Antonini


    http://gazzettino.quinordest.it/Visu...-1-31&Pagina=3

  17. #17
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    ..............

    I BIDONCINI. Entro pochi mesi saremo invitati a mettere in appositi bidoncini - che verranno consegnati gratuitamente a ogni famiglia - tutto l'umido ....... Dovremo poi portare il materiale organico in appositi cassonetti, che verranno collocati a fianco di quelli già esistenti per le altre raccolte differenziate. ....

    .... Anche se non siamo ancora nelle condizioni ottimali per sfruttare appieno le potenzialità della separazione dei rifiuti umidi da quelli indifferenziati: «L'ideale - spiega infatti l'assessore - sarebbe disporre di un impianto specifico per il trattamento dei rifiuti organici». .....

    NO AL "PORTA A PORTA". Si diceva che per la raccolta dell'umido verranno utilizzati i cassonetti, così come già avviene per carta, vetro, plastica e "verde". La Net ha scartato la modalità del "porta a porta", scelta invece ad esempio dal consorzio del Codroipese, A&T 2000, che proprio oggi presenterà a Martignacco (ex cinema Impero, ore 11) i primi risultati del nuovo sistema di raccolta. Il sacchetto di rifiuto organico depositato sotto casa è stato ritenuto un meccanismo troppo complesso, e anche un po' "pericoloso", in città: con tanti condomini, androne e corti interne, c'era il rischio che qualcosa potesse sfuggire agli addetti alla raccolta, restando troppo a lungo all'aperto.

    Francesco Antonini


    http://gazzettino.quinordest.it/Visu...-1-31&Pagina=3
    Come si fa a pretendere che un sistema del genere porti a risultati apprezzabili quando non ci sarà nessuno a controllare se effettivamente le persone butteranno tutto assieme come prima nei cassonetti dell'indifferenziato (che non spariranno) qualcuno me lo deve spiegare.
    E poi, siamo sicuri che nei cassonetti dell'umido non ci finirà anche altre cose (plastica, carta etc...) che peggioreranno notevolmente la qualità della frazione?
    E ancora, senza avere a disposizione gli impianti si corre il rischio che modificare il sistema provochi un considerevole aumento dei costi del servizio (Gorizia docet).
    Infine il "no al porta a porta".
    Dove è stato introdotto il porta a porta la percentuale della raccolta differenziata è schizzata alle stelle. Certo è un metodo scomodo (tocca tenere in casa più giorni le singole frazioni di rifiuto) e se la percentuale di differenziata non si alza subito almeno oltre al 70% anche più costoso dell'uso dei cassonetti stradali (servono infatti più operatori per la raccolta) ma dire no in base ai presupposti che cita Croattini mi sembra pretestuoso.
    Dimenticavo, Fino al 2007 il comune di Trento era, se non sbaglio, quello con la maggior percentuale di raccolta differenziata utilizzando i cassonetti stradali (percentuale attorno al 50%), ma anche Trento è passato al porta a porta nel mese di maggio, sia per incrementare la percentuale di recupero, sia perchè aveva registrato un notevole aumento della quantità di rifiuto che finivano nei suoi cassonetti, per lo più a causa della migrazione dai comuni vicini dove il porta a porta è in vigore già da anni.

  18. #18
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    Dal gazzettino:

    «Fermate il termovalorizzatore»
    Porcia
    L'ordine del giorno aveva dato a credere che l'argomento della serata sarebbe stato la viabilità, invece è stato l'ambiente ad animare il dibattito del consiglio comunale di Porcia, riunitosi lunedì sera. Dopo l'annuncio di apertura del sindaco Stefano Turchet dell'indizione il 27 febbraio, alle 20.30, di un'assemblea pubblica per fare chiarezza sulla prossima apertura della cava di amianto a Sant'Antonio, una mozione, presentata dal consigliere di Sinistra Democratica Vanni Tissino ha monopolizzato l'attenzione dell'aula per oltre un'ora.Il fascicolo, divulgato come da prassi nei giorni precedenti tra i membri del consiglio, ma non letto in aula, aveva però ad oggetto non il Comune di Porcia, ma il termovalorizzatore di futura realizzazione nel Comune di Aviano. Il consigliere Tissino ha chiesto a Porcia di farsi promotore nei confronti della Provincia di un'azione di dissuasione alla costruzione dell'inceneritore. Un impianto fortemente contrastato dal consigliere, che è giunto a riferirvisi col termine "cancrovalorizzatore", non solo per motivi di salute ma anche di opportunità geografica e reale efficienza energetica. La miccia di Tissino ha acceso un dibattito variegato e trasversale.I rappresentanti di entrambi gli schieramenti hanno preso la parola per argomentare la questione dello smaltimento dei rifiuti in regione e a Porcia, pur non resistendo tuttavia al confronto con il dibattito nazionale. A partire dal sindaco, che si è schierato a favore del termovalorizzatore pur ribadendo che il primo passo che un Comune deve fare è verso la raccolta differenziata, fino al consigliere Francesca Pavan, che ha invitato l'aula a riflettere su pro e contro dell'inceneritore in questione. Dall'invito dei consiglieri di minoranza Maurizio Nadal e Roberto Verardo a guardare alla realtà quotidiana, pensando a riutilizzare e riciclare prima che a bruciare, alle spiegazioni del consigliere delegato al Pugas Luigi Bottos sulla normativa nazionale.Infine, dal consigliere Pd Giovanni Sanson che, prendendo le difese di Tissino, ha sottolineato come l'inceneritore di Trieste sarebbe di per sé sufficiente se i limiti della raccolta differenziata fossero rispettati, alla risposta del consigliere anziano Nicola Zille alle accuse di interessi commerciali nascosti dietro la costruzione dell'impianto di Aviano.Sara Pittonet Gaiarin
    ---
    E già... tutta la mer.a a Trieste! E in più qui aumentano le tasse sulle scovazze mentre a PN le calano. Col ca...volo.

  19. #19
    più unico che raro L'avatar di Liberalix
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    E già... tutta la mer.a a Trieste! E in più qui aumentano le tasse sulle scovazze mentre a PN le calano. Col ca...volo.
    non fare la napoletana...

  20. #20
    Mitteleuropea di Trieste L'avatar di Cenerentola82
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    non fare la napoletana...
    I napoletani sono quelli che 'regalano' le loro schifezze agli altri che le devono smaltire per loro conto.
    Non siamo noi i napoletani.

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